Quando in Cantiano,
cittadina dell'alto Pesarese,
l'ombra dei monti si fa meno cupa,
i venti spirano più leggeri e il clima
perde l'asprezza invernale;
quando dai "focaroni" accesi l'essenza del ginepro odora la sera e il "chiù" fa udire il suo richiamo regolare e profondo di tra i rami
appena indorati dei pioppi;
quando si fanno turgide e brillano
al sole le gemme degli ippocastani e tutto annuncia l'inizio della primavera,
la gente, obbedendo ad un misterioso richiamo,
si scuote, si cerca, si aduna, discute a lungo e decide:
è ora di agire,
è tempo di Turba.
Dante Bianchi
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