Opzioni binarie e sterlina, attenzione ai rischi verso il basso

maggio 12, 2016 No Comments »
Opzioni binarie e sterlina, attenzione ai rischi verso il basso

In seguito al discorso del governatore Fed Yellen, con il quale il numero 1 dell’istituto federale americano ha rinnovato la cautela sul tema tassi, infondendo pessimismo sul fatto che nella riunione di fine aprile i punti di riferimento potrebbero essere ritoccati verso l’alto, anche la sterlina – come l’euro – ha avuto modo di apprezzarsi, consolidando il recupero anche contro la valuta unica europea.

Tuttavia, anche se il mercato nelle ultime ore si è apparentemente dimenticato del tema Brexit, i rischi verso il basso sulla valuta britannica rimangono pienamente. Secondo la Bank of England, infatti, l’incertezza sull’esito del referendum UE rappresenta il principale rischio domestico per la stabilità finanziaria del Regno Unito.

Un’impressione che è emersa chiaramente dal rapporto pubblicato dal Financial Policy Committee (FPC), che ha denotato la presenza di un discreto peggioramento del quadro di stabilità finanziaria rispetto allo scorso novembre 2015, in ragione del quale è stato deciso di incrementare il coefficiente della riserva di capitale anticiclica (countercyclical capital buffer).

Secondo l’FPC – ricordavano gli analisti ISP – un’incertezza prolungata in relazione al referendum UE (ricordiamo: il governo sta domandando ai propri cittadini di esprimersi sull’accordo che consentirebbe una permanenza all’interno della macrozona in qualità di membro con status “speciali” o, di contro, varare una uscita dalla stessa macrozona) potrebbe aumentare i premi al rischio e indebolire ulteriormente la sterlina, amplificando vulnerabilità preesistenti, nella fattispecie quelle relative all’elevato disavanzo delle partite correnti.

In aggiunta a quanto sopra, se il Regno Unito dovesse realmente uscire dall’UE, vi sarebbero certe e sicure ricadute anche per l’area euro, e sia in termini di premi al rischio che in termini di crescita. Proprio per questo motivo le autorità monetarie sembrano essere ben attente nel seguire l’evolversi del quadro di rischio sul tema Brexit, preannunciando la possibilità di varare azioni di intervento se necessario. In tal proposito, la Bank of England ha annunciato operazioni straordinarie per fornire liquidità addizionale al sistema nelle settimane del referendum: sebbene per i test condotti dalla banca centrale sia emerso che il sistema bancario domestico sia in grado di assorbire lo shock derivante da un’eventuale Brexit, tutto ciò non mette naturalmente al riparo i mercati da nuove turbolenze.

A proposito di test e di sondaggi, l’ultima analisi compiuta da Ipsos Mori ha evidenziato la riduzione del margine di vantaggio che era stato attribuito ai “sì” (ovvero, di coloro che si dichiareranno essere favorevoli a restare nell’Unione Europea) rispetto ai “no” (ovvero, di coloro che si dichiareranno favorevoli a una uscita dall’Unione Europea). Il gap di vantaggio, pur ancora consistente, scende al 6 per cento dal 18 per cento del sondaggio precedente (16 febbraio 2016).

Per comprendere come mai il gap si sia ridotto di un terzo, bisogna però tenere in considerazione il momento in cui sono avvenute le rilevazioni: il sondaggio di febbraio era stato infatti chiuso poco prima del vertice UE del 18-19 febbraio, mentre l’ultimo è stato chiuso il 22 marzo, giorno degli attentati di Bruxelles. Dunque, considerate le due grandi influenze (e soprattutto l’ultima relativa ai tragici avvenimenti in Belgio) è difficile comprendere pienamente quali saranno le intenzioni di voto. L’aspetto rilevante è tuttavia che non è aumentata la percentuale di coloro che sono favorevoli a Brexit (rimasta stabile a 36%) mentre risulta essere significativamente scesa la percentuale dei “sì” (da 54% a 42%), a totale vantaggio del numero di indecisi, che è salito dal 10% al 22%.

Dopo la pubblicazione del sondaggio, la sterlina non sembra essere stata penalizzata o favorita, segnalando pertanto come il mercato non stia ancora tenendo in grande considerazione i rischi Brexit.

Adesso andiamo alle opzioni binarie, e, da quanto letto sopra, possiamo sicuramente affermare che le turbolenze dovrebbero creare grandi possibilità di attività speculative, quali acquisto e rivendita di opzioni binarie sulla coppia sterlina/euro.

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