Tasse sui redditi del trading forex

agosto 31, 2015 No Comments »
Tasse sui redditi del trading forex

Sono tanti gli aspiranti trader che vogliono avvicinarsi al mondo del mercato Forex e della compravendita delle valute monetarie, sapendo che la speculazione nel Forex è uno dei metodi più efficaci per ottenere guadagni facili ed immediati. Ma molti non sanno che su questi guadagni rapidi bisogna pagare delle tasse. Nulla di strano, considerando il fatto che del resto si tratta di soldi ricavati da un investimento che non richiede sforzo e una gran quantità di tempo ma richiede piuttosto la scelta di un buon broker e un pizzico di fortuna. È quindi abbastanza sensato il fatto di dover contribuire alle finanze dello Stato con dei soldi che praticamente sono stati “vinti”.

Il nuovo decreto sulla tassazione Forex

Nonostante ciò, molti trader hanno cercato di eludere il pagamento delle imposte sui redditi del Forex, costringendo a modifiche sul decreto legislativo su tali imposte: in Italia, fino al 2010, infatti i guadagni derivanti dal trading nel mercato valutario Forex, erano soggetti ad imposte soltanto se le valute acquistate venivano comprate e tenute oltre i 7 giorni lavorativi prima di venderle e se il loro importo superava i 51.645,69 euro. Ma, dal momento che i trader hanno iniziato a chiudere le loro transazioni nel giro di poco tempo per non dover pagare le imposte sui profitti ricavati dal trading Forex, il decreto legislativo è stato modificato e si è stabilito che, a prescindere da qualsiasi tempistica sulla chiusura delle operazioni e da qualsiasi importo guadagnato, i trader sono tenuti a pagare un’imposta del 26% sul denaro guadagnato nel corso di un anno solare.

I contratti di acquisto e vendita delle valute monetarie infatti sono considerati dall’Agenzia delle entrate come dei contratti finanziari differenziali, i cui profitti (plusvalenze) e le cui perdite (minusvalenze) sono stati fiscalmente ricondotti dall’Agenzia delle Entrate ai rapporti di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c-quater, del Testo unico delle imposte sui redditi.

Calcolare l’imponibile sul guadagno totale

L’imposta del 26% va applicata al risultato della differenza tra la somma algebrica di tutte le plusvalenze di un anno solare e quella delle minusvalenze. Per sapere quanto avete perso e guadagnato nel corso di un anno solare, potrete benissimo ricorrere all’estratto conto fornito direttamente dal vostro broker, che vi aiuterà a rendere più rapidi i calcoli. Il risultato finale, con l’imposta del 26% già calcolata, dovrà poi essere riportato sulla vostra dichiarazione dei redditi.

Ovviamente con il Forex vincere denaro non è l’unica possibilità ma gli investimenti possono anche fallire e quindi possono esserci più perdite rispetto ai guadagni. In questo caso, il trader non dovrà di certo pagare nessuna imposta, dal momento che il guadagno di fatto non esiste. Ad ogni modo, anche in caso di perdita, l’importo dovrà essere riportato ugualmente sulla dichiarazione dei redditi. Inoltre, se fate trading con dei broker Forex che depositano su fondi esteri i vostri guadagni, dovrete compilare anche il quadro RW Investimenti all’estero e/o attività estere di natura finanziaria – monitoraggio IVIE / IVAFE.

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